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Dr Claudio Del Giudice
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articoli e informazioni di diritto inglese
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Il
1 ottobre 2006 e` entrata in vigore nel Regno Unito la nuova normativa
che vieta qualsiasi forma di discriminazione basata puramente e
semplicemente sull` eta`. Un nuovo termine e` anche stato coniato per
identificare queste discriminazioni vietate: "ageism", termine
che potrebbe forse tradursi con "anzianismo".
Il Regolamento (Employment Equality (Age) Regulations) si addice
all` attuale evoluzione demografica dei paesi occidentali,
caratterizzata dall` allungarsi della vita media, inclusa la vita
produttiva, e dall` esigenza di adattarsi alle nuove necessita` che
questa evoluzione genera. Si tratta di quella che e` stata definita come
la piu` profonda rivoluzione in ambito lavorativo inglese (sono inclusi
oltre all` Inghilterra, il Galles e la Scozia ma non il Nord Irlanda)
degli ultimi 30 anni, infatti ai molto giovani ed anziani viene per la
prima volta attribuito il diritto, legalmente sanzionato, a non subire
discriminazioni basate sulla rispettiva eta` anagrafica.
1) Le discriminazioni vietate
- Il Regolamento ha una applicazione molto vasta. Infatti oltre che
applicarsi ai lavoratori dipendenti veri e propri (inclusa la fase
preliminare, relativa alla decisione se assumere o meno), si applica
agli incaricati a uffici pubblici e privati (escluse le cariche
politiche), a scuole ed universita`, agli ordini ed associazioni
professionali e ai membri di associazioni private ed organizzazioni
commerciali, in Gran Bretagna ma anche in alcuni casi ai dipendenti di
aziende inglesi che operano all` estero.
La nuova normativa identifica i seguenti atti vietati:
a) Discriminazione diretta (Direct
discrimination) - che ricorre
in tutti in cui una persona e` trattata meno favorevolmente di altri a
causa della sua eta` effettiva o apparente.
b) Discriminazione indiretta (Indirect discrimination) - che
risulta invece dall` applicazione di parametri o criteri generalizzati,
che pero` in pratica si risolvono in un trattamento differenziato
sfavorevole per le persone di una determinata eta`
c) La ingiusta persecuzione (Victimisation) che ricorre in tutti
i casi in cui una persona e` trattata meno favorevolmente di altre
perche` ha denunciato, fornito prove o comunque e` collegata all`
applicazione pratica della normativa di pari opportunita` per tutte le
eta`
d) La molestia (Harassment) - che ricorre invece in tutti i casi
ove una condotta indesiderata che mira all` eta` di una persona, ha l`
effetto di violare la sua dignita` o e` degradante ed ostile.
e) L` incarico a discriminare (Istructions to discriminate) - che
ricorre in tutti i casi in cui una persona si e` rifiutata di compiere
azioni illegali miranti ad un illecita discriminazione basata sull` eta`.
Come per tutta l` altra normativa di pari opportunita`, una volta che
siano stati provati gli atti discriminatori l` onere della prova passa
al datore di lavoro o comunque alla parte discriminante, che dovra`
fornire una spiegazione adeguata della propria condotta che altrimenti
verra` considerata illegittima.
Come e` intuibile sono state introdotte delle esimenti, basate
principalmente sulla obiettiva giustificazione del trattamento
discriminatorio, e sulle genuine necessita` dell` impiego che richiedano
l` assunzione di dipendenti di una determinata eta`.
Eventuali violazioni dovranno essere denunciate, normalmente entro 3
mesi, ai tribunali del lavoro (Employment Tribunals), ma anche ai
tribunali ordinari, che potranno emettere sentenze che:
- dichiarano i diritti del discriminato
- ordinano il risaricimento dei danni
- raccomandano le opportune misure al convenuto in violazione, entro un
determinato termine. Ove tali misure non vengano eseguite, il tribunale
potra` ordinare il risarcimento dei danni.
2) L` eta di pensionamento
normale (Default retirement)
- La stessa normativa introduce anche il concetto di eta` di
pensionamento normale nazionale (National default retirement) che
viene fissata a 65 anni, concetto che il governo si e` riservato di
riconsiderare nel 2011.
Questo significa che forzare il pensionamento di un dipendente prima di
questa eta` e` divenuto illegale. Viene fissata una particolare
procedura per consentire al lavoratore di chiedere di continuare a
lavorare anche dopo i 65 anni.
In pratica il datore di lavoro ha ora l` obbligo di notificare con un
certo preavviso l` intenzione di procedere al pensionamento, ed il
dipendente puo` fare un opposizione chiedendo di continuare nel rapporto
lavorativo, opposizione che pero` non e` vincolante ne` impegna il
datore di lavoro.
3) Conseguenze pratiche
- Dati i potenziali effetti negativi
di eventuali violazioni, i datori di lavoro nel Regno Unito si sono
dovuti aggiornare, e si stanno aggiornando sulla normativa.
Probabilmente e` ora necessario modificare la contrattualistica e tutta
la documentazione relativa ai rapporti di lavoro, ed il modo stesso di
operare in Inghilterra, Galles e Scozia.
E` probabile che gli effetti positivi della normativa, considerati gli
attuali trend demografici non si faranno attendere. Indubbiamente, poter
lavorare anche dopo una certa eta` senza subire discriminazioni e` una
forma di liberta`. Nelle parole di Thomas Carlyle "Il lavoro e`
la cura principale di tutte le malattie e miserie che affliggono il
genere umano".
Claudio Del Giudice
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